Ma se non mi alleno tutti i giorni (o quasi), perdo parte dei progressi raggiunti?

Ma se non mi alleno tutti i giorni (o quasi), perdo i progressi raggiunti?

Ci risiamo, purtroppo ci risiamo! Proprio ieri in palestra due ragazzi chiacchieravano tra loro con tono preoccupato. In vista della festività del 1° maggio, poiché la palestra sarebbe stata chiusa, avrebbero dovuto organizzarsi per non perdere una delle 5, dico 5, sedute settimanali.

Erano preoccupati del fatto che allenandosi una volta di meno del solito avrebbero perso parte dei progressi raggiunti.

E’ necessario fare un attimo il punto della situazione e riportare tutto nell’ottica del buon senso, ormai sempre meno presente quando si parla di allenamento.

Sinceramente rimango davvero molto perplesso quando mi capita di sentire questi discorsi. Sono la dimostrazione che le persone non sono libere, credono di esserlo ma non lo sono. Anche quando si tratta di allenarsi sono schiavi di tutta una serie di false informazioni e finiscono per diventare “ossessionati” nel modo peggiore.

Si stressano nel fare una cosa che dovrebbe invece contribuire a ridurre lo stress. Non vivono l’allenamento con il giusto spirito, almeno secondo il mio personalissimo parere.

Tengo a precisare che i ragazzi in questione erano normali fruitori di palestra. Non sto parlando di body builders professionisti né tantomeno di agonisti di qualsivoglia disciplina.

Fatte queste premesse iniziamo con il dipanare la matassa.

La domanda che dobbiamo porci è la seguente: c’è una quantità minima di esercizio necessaria per mantenere le prestazioni fisiche nel tempo?

Ovviamente quando parlo di esercizio mi riferisco agli elementi che ne stanno alla base: intensità, volume e frequenza.

La risposta alla domanda che ci siamo posti è si ed in tal senso ci viene in aiuto anche una ricerca pubblicata sul Journal of Strength and Conditioning Research (la trovi qui).

In generale, la forza può essere mantenuta fino a 15 settimane quando la frequenza di allenamento viene ridotta a 2 sessioni a settimana o quando il volume di esercizio viene ridotto del 33-66% (a partire da 13-26 minuti per sessione), a patto che però venga mantenuta l’intensità dell’esercizio.

La forza e i volumi muscolari (almeno nei più giovani) possono essere mantenute fino a 32 settimane con un minimo di 1 sessione di allenamento per la forza a settimana e 1 serie per esercizio, purché venga sempre mantenuta l’intensità dell’esercizio.

Nei più anziani, il mantenimento della massa muscolare può richiedere fino a 2 sessioni a settimana e 2-3 serie per esercizio, mantenendo l’intensità dell’esercizio.

Da quanto esposto possiamo concludere che tra tutte le variabili dell’esercizio sopra citate, frequenza, volume e intensità, proprio quest’ultima sembra essere quella che riveste un ruolo fondamentale per mantenere le prestazioni fisiche nel tempo, anche e nonostante riduzioni significative delle altre due.

Ed ecco quindi che torniamo al solito concetto. L’intensità, sconosciuta ai più. Occorre allenarsi ricercando la massima intensità che si è in grado di esprimere, questo è il punto.

Se questo parametro viene rispettato non rischierete di perdere dalla sera alla mattina i progressi che vi siete faticosamente conquistati, anche se la frequenza diminuisce.

Tornerò a parlare di intensità più avanti.

Per adesso mi premeva fare il punto della situazione e dare un mio piccolo contributo per tranquillizzare, spero, tutte quelle persone (e ce non sono tante, credetemi) che si stressano inutilmente finendo magari con il sacrificare altri aspetti importanti della vita per rincorrere dei falsi miti.

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