La Respirazione. Come renderla funzionale alla salute e alla performance – parte 2

La respirazione. Come renderla funzionale alla salute e alla performance - parte 2

Prima di occuparmi delle ultime 2 componenti da rieducare per riappropriarci di una respirazione funzionale (della prima componente ho parlato nel primo di questi due articoli, che trovi qui), è necessario fare una premessa: la respirazione deve avvenire tramite il naso. Per capire il perché ed apprendere i numerosi benefici di una respirazione nasale, puoi leggere un articolo che ho scritto in proposito.

Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati.

Regolazione della biomeccanica

La respirazione è legata alla postura. Se respiriamo male abbiamo una cattiva postura e se abbiamo una cattiva postura respiriamo male. La postura è frutto di un insieme di forze che vanno ad agire sul corpo. Una di queste è rappresentata dall’azione dei muscoli respiratori.

In primis, il diaframma. E’ il muscolo respiratorio più importante. Quando inspiriamo si contrae, abbassandosi nella cavità addominale e quando espiriamo si rilassa ritornando alla sua posizione originaria. Separa il torace dall’addome.

Nella fase di inspirazione e contrazione del diaframma, aumenta la pressione intra-addominale (il diaframma esercita una compressione sui visceri della cavità addominale). Più l’inspirazione è profonda e più il diaframma si contrae scendendo verso l’addome, più questa pressione sarà maggiore. Questa pressione è importantissima per stabilizzare la zona lombare, per evitare infortuni e per dare maggiore supporto alla colonna vertebrale. Per inciso è la stessa pressione che ci permette di espletare le normali funzioni fisiologiche e di partorire.

Oltre al diaframma, un importante ruolo lo hanno anche altri muscoli, cosiddetti “accessori” alla respirazione: i muscoli intercostali, presenti tra le costole e che permettono l’espansione della cassa toracica quando inspiriamo. Infatti, quando inspiriamo questi muscoli si contraggono e fanno espandere verso l’esterno e l’alto la cassa toracica facendo così espandere i polmoni che potranno riempirsi d’aria. Nel fare questo, i muscoli intercostali vengono aiutati da altri muscoli, gli scaleni, situati nel collo. Questi si agganciano sulla parte alta della cassa toracica e sulla zona cervicale e consentono appunto di alzare la gabbia toracica.

E’ facile capire cosa accade se il diaframma funziona poco e, al contrario, gli scaleni funzionano troppo. Ci sarebbero effetti negativi sulla postura, sulla stabilità della colonna, ecc.. . Andremo ad affaticare la muscolatura lombare che dovrà fare un iper lavoro a causa della mancanza di un’adeguata pressione intra-addominale e la testa, a causa della contrazione continua degli scaleni, avrà la tendenza ad anteriorizzarsi con tutte le problematiche cervicali che ne possono conseguire.

Un ultimo aspetto da sottolineare è che il diaframma assolve anche al compito di spingere l’aria nella parte passa dei polmoni, nei lobi inferiori. Questi hanno un volume più ampio e sono più irrorati di sangue rispetto alle altre parti dei polmoni. Ecco che respirando con il diaframma consentiamo l’incontro tra molta più aria e molto più sangue (ventilazione e perfusione). Questo avrà l’effetto di consentire il trasporto di una maggiore percentuale di ossigeno nel sangue.

E’ anche per questo motivo che, come scritto nel primo di questi due articoli, la respirazione deve essere profonda (Deep). Quando respiriamo dobbiamo immaginare di portare l’aria sotto l’ombelico, proprio per assicurarci di attivare il diaframma ad ogni atto respiratorio.

Regolazione della psicologia

Respirazione e mente sono strettamente legate. Diverse parti del cervello influenzano il respiro. In particolare, l’ipotalamo ed il sistema limbico, aree che gestiscono l’olfatto, la memoria, le emozioni e l’umore. Pensate ad esempio a quando abbiamo un’emozione forte: il respiro accelera.

Questa relazione è però a doppio senso: le emozioni cambiano il respiro ma anche il respiro cambia le emozioni ed il nostro stato d’animo. Se adottiamo una respirazione calma e ritmica (Slow – lenta), facciamo partire una serie di reazioni che portano ad uno stato di calma e di rilassamento, con implicazioni importanti.

Percepire uno stato di calma attiverà infatti il sistema parasimpatico permettendo al corpo di adempiere a funzioni importanti quali digestione e ricostruzione. Potremmo prenderci una “pausa” dallo stress quotidiano. Inoltre, unendo i puntini, comprendiamo che attraverso lo stato di calma indotto dalla respirazione, potremmo gestire meglio quella “fame d’aria” generata dall’accumulo di anidride carbonica dovuto alla respirazione leggera (Light).

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