Il tessuto adiposo: un organo a tutti gli effetti!

Il tessuto adiposo: un organo a tutti gli effetti!

Fino a qualche anno fa il tessuto adiposo era considerato un connettivo costituito da cellule, gli adipociti, deputate soprattutto all’accumulo di grasso sotto forma di trigliceridi. Invece, sulla base delle più recenti acquisizioni scientifiche, il tessuto adiposo è oggi considerato un vero e proprio organo, costituito da due tipi di cellule (bianche e brune), in grado di produrre veri e propri ormoni che influenzano l’attività dell’intero organismo.

Tessuto adiposo bianco e bruno

Nei mammiferi esistono due differenti tipi di tessuto adiposo: quello bianco e quello bruno

Il primo, ha un colorito giallognolo, legato al suo contenuto in carotenoidi. Da solo rappresenta la quasi totalità del grasso di riserva. L’altro tipo di tessuto adiposo, detto bruno, è abbondante nei mammiferi che vanno in letargo e nei cuccioli. 
Nell’uomo, il tessuto adiposo bruno è presente in piccole quantità nel neonato (zona ascellare ed interscapolare). Crescendo, buona parte di questo tessuto si trasforma in tessuto adiposo bianco; per questo motivo nell’adulto troviamo soltanto delle tracce di tessuto adiposo bruno, distribuite sotto forma di piccole isole cellulari sparse tra i numerosi adipociti bianchi.

Non esistono quindi depositi esclusivi di tessuto adiposo bianco o tessuto adiposo bruno, ma sempre e comunque depositi misti, dove le relative percentuali differiscono in base alla localizzazione topografica.

In questa tabella vengono riportate alcune delle caratteristiche (e al contempo differenze) dei due tipi di tessuto

Caratteristiche differenziantiTESSUTO ADIPOSO BIANCOTESSUTO ADIPOSO BRUNO
FunzioneRiserva energeticaTermogenesi
Risposta al freddoBassaIntensa
VascolarizzazioneScarsaEstesa
MitocondriScarsiNumerosi

Approfondimento sul tessuto adiposo bruno

Gli adipociti bruni hanno diverse funzioni rispetto agli adipociti bianchi. Innanzitutto hanno minori dimensioni ed il loro colore scuro è dovuto alla presenza dei citocromi contenuti nei numerosi mitocondri. A differenza dell’adipocita bianco, gli adipociti bruni non contengono un’unica grossa massa adiposa ma tante piccole gocce di trigliceridi.

Ed è questo il motivo per cui il nucleo ed il citoplasma non sono situati in periferia ma ben distinguibili all’interno della cellula.

Oltre ad una differenza morfologica c’è anche una diversa natura funzionale. Mentre negli adipociti bianchi l’idrolisi dei trigliceridi avviene in base alle richieste energetiche dell’organismo, in quelli bruni la degradazione dei grassi avviene in risposta ad un abbassamento della temperatura corporea.
Se l’organismo soffre di ipotermia, gli adipociti bruni rispondono andando a mobilitare i propri trigliceridi, dal cui catabolismo si libera energia dissipabile sotto forma di calore. 
Questo fenomeno è chiamato termogenesi senza brivido, per distinguerlo dal classico brivido (contrazione muscolare involontaria indirizzata alla produzione di calore).

La cellula adiposa bruna, come visto nella precedente tabella, è la cellula dell’organismo più ricca di mitocondri, ed il tessuto adiposo bruno è dotato di una ricca innervazione che lo rende particolarmente sensibile all’attività delle catecolamine, ormoni che vengono secreti rapidamente in risposta a stress psicofisici acuti. 
Il tessuto adiposo bruno si attiva non solo in risposta ad un abbassamento della temperatura, ma anche in caso di eccessivo introito calorico con la dieta. In teoria questo fenomeno, basato sulla dispersione del surplus calorico sotto forma di calore, dovrebbe garantire l’omeostasi del peso corporeo, indipendentemente dagli eccessi alimentari. 

Appena mangiato, non a caso, la temperatura aumenta di circa 0,5/1 grado, proprio per questa forma di termogenesi postprandiale mediata dal tessuto adiposo bruno, che tende a mantenere stabile il bilancio energetico dell’organismo nonostante il surplus calorico del pasto. 

La cosa sorprendente e che l’esposizione al freddo può indurre una trasformazione del tessuto adiposo bianco in bruno. Cambiano le percentuali di adipociti bianchi/bruni rimanendo costante il numero complessivo di cellule adipose. Questo significa che in determinate condizioni gli adipociti bianchi possono trasformarsi in bruni, e viceversa. 

Infatti, secondo gli studi più recenti, il tessuto adiposo dei mammiferi (uomo compreso) ha la capacità intrinseca di trasformare adipociti bianchi in adipociti bruni, e viceversa. Il tessuto adiposo bruno, infatti, non è numericamente costante nella sua popolazione cellulare, ma si espande e si restringe al bisogno. Questo evento è dovuto a fenomeni di iperplasia e di conversione degli adipociti bianchi in adipociti bruni.

Occorre ricordare che la convivenza di queste cellule è antitetica (quelle bianche accumulano i lipidi mentre quelle brune li bruciano). La scoperta di questi meccanismi biologici apre le porte a futuri sviluppi terapeutici nel trattamento dell’obesità; in linea teorica infatti, per sconfiggerla sarebbe sufficiente aumentare la percentuale di adipociti bruni, cosa utilissima anche nella prevenzione del diabete.

Nota: gli adulti sovrappeso od obesi, ma ancora metabolicamente considerati “sani”, hanno un’attività di trasformazione del grasso bianco in grasso bruno importante, il che significa anche che i mitocondri sono ancora molto attivi. 

Il tessuto adiposo bruno promuove la salute metabolica e cardiaca

Arrivando alla conclusione di questo articolo e volendo unire un pò i puntini (usando il filo conduttore delle pratiche di cui mi occupo e di cui parlo in questo blog e sul mio canale Telegram) è possibile sostenere quanto segue: l’esposizione al freddo sicuramente attiva il grasso bruno (BAT – Brown Adipose Tissue).

Ricordiamo che mentre il grasso bianco accumula energia, il grasso bruno la dissipa sotto forma di calore ed esporsi al freddo induce questa sua funzione, attivandolo.

Questo tessuto migliora l’omeostasi del glucosio e dei grassi e agisce positivamente sul sistema metabolico e cardiovascolare come affermato in uno studio del 2021 (lo puoi leggere qui).

E’ stato infatti osservato che i soggetti con più BAT avevano:

  • minor incidenza di patologie cardiache
  • minor prevalenza di diabete di tipo 2
  • minor rischio di malattie coronariche
  • minor rischio di malattie cerebro-vascolari
  • minor rischio d infarto e di ipertensione.

Anche i valori di glicemia, HDL e trigliceridi erano migliori e tutti questi effetti positivi erano ancora più evidenti nei soggetti sovrappeso e/o obesi.

Facebook
Twitter
LinkedIn

Approfondisci

Altri articoli

Su questo sito utilizziamo strumenti di prima o terza parte che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente utilizzati per consentire il corretto funzionamento del sito (cookie tecnici), per generare report sull’utilizzo della navigazione (cookie di statistica) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.