Esposizione al freddo. Non solo brividi!!

Esposizione al freddo. Non solo brividi!!

La terapia del freddo è stata usata per secoli, da Giulio Cesare a Gandhi, come potente approccio terapeutico. Tuttavia è stata dimenticato dalla medicina moderna. In questo articolo ripercorrerò un pò di storia di questa pratica e ne illustrerò i benefici.

Ci sono diversi studi (uno lo trovi qui) in merito all’argomento “freddo” e ai sui innumerevoli benefici. Questo conferma il fatto che l’argomento merita di essere approfondito e che occorre andare oltre l’approccio superficiale che spesso si ha.

Cenni storici

Nel papiro Edwin Smith, risalente al 1600 a.c. circa (secondo periodo intermedio dell’Egitto), e considerato il più antico trattato di medicina giunto sino ai giorni nostri, si ritrova la prima prova dell’uso del freddo per curare le malattie. Nello specifico, l’applicazione locale del freddo per togliere l’infiammazione ad un uomo che presentava febbre a causa di una ferita infiammata al torace.

1000 anni dopo, nel 400 a.c. circa, gli antichi greci credevano che le aree del corpo con un eccesso di calore fossero quelle che presentavano la malattia, ritenendo che proprio questo eccesso fosse la causa del disturbo. Di conseguenza credevano che indurre l’ipotermia potesse essere un utile approccio per dissipare il calore.

Ippocrate fu il primo ad indurre l’ipotermia nei pazienti indicando i benefici analgesici del freddo e documentando il suo uso per scopi medicinali, affermando che “l’acqua può curare”.

Il padre della medicina osservò che i bambini che vivevano all’aperto sopravvivevano più a lungo in inverno che in estate. Spiegò che il freddo riduceva il gonfiore ed il dolore e suggerì che dovesse essere applicato intorno alle emorragie avvolgendo i pazienti nella neve o nel ghiaccio.

Più tardi la scuola di Ippocrate tornò a queste tecniche di raffreddamento per il trattamento delle malattie sistemiche.

Successivamente, gli antichi romani, raccomandavano il raffreddamento indotto per i traumi inflitti in battaglia ed i disturbi cerebrali. Giulio Cesare usava dei trattamenti ghiacciati per alleviare i disturbi di cui soffriva.

Anche nel Medioevo l’immersione in acqua fredda veniva usata per alleviare la febbre. Pratiche simili vennero segnalate nel “Nuovo Mondo” da Amerigo Vespucci, il quale riportava come i nativi dell’Honduras usassero bagni freddi per ridurre la febbre.

Nel 1766 il Dr. John Hunter, noto come il padre della moderna chirurgia, iniziò a completare esperimenti metodici sull’ipotermia e l’esposizione al freddo, credendo di poter solo in questo modo comprendere la vita dopo la morte, considerando che lo stato più vicino alla morte era proprio l’ipotermia. I suoi studi sull’effetto del freddo su cuori animali costituiscono la base della moderna rianimazione cardio-polmonare.

Nel 1792, osservando 11 membri di un equipaggio sopravvissuti ad un naufragio dopo essere stati immersi nell’acqua fredda del mare (mentre quelli esposti a vento e pioggia morirono), James Currie, studente di medicina, si interessò all’effetto del freddo. Indusse l’ipotermia negli esseri umani mediante immersione in acqua fredda per studiare l’impatto della stessa sulla fisiologia umana.

Questi studi furono di grande importanza in quanto venne osservato che il freddo aveva effetti sia stimolanti che sedativi negli essere umani, mostrando inoltre come la frequenza cardiaca si riduca dopo essersi esposti a bagni prolungati in acque fredde.

La comprensione dei benefici dell’esposizione al freddo viene poi approfondita nel corso del XIX° secolo, da scienziati quali Thomas Bell, Josh Bennet, James Hornatt. Le proprietà curative del freddo sono state ampiamente utilizzate anche per il trattamento di disturbi mentali.

In conclusione, gli effetti positivi del freddo sono noti da tempo e numerose sono le sue applicazioni anche come terapia per il trattamento di gravi patologie. A tal proposito, per dovere di narrazione, cito gli studi condotti dal Dr. Fay, tra gli anni ’20 e ’30 del 1900. Questi studi hanno dimostrato che le cellule sane hanno una maggiore tolleranza al freddo rispetto alle cellule maligne.

Il lavoro di Fay meriterebbe un articolo a parte. In questa sede mi limito a dire che Fay è stato il primo a dimostrare che l’ipotermia riduce l’infiammazione, il gonfiore e l’edema ed elimina le infezioni senza l’uso di antibiotici.

Oggi di esposizione al freddo si è tornati a parlare. Questa pratica, insieme alla meditazione e alle tecniche di respirazione (Wim Hof porta avanti questo metodo), può rafforzare la salute e prevenire le malattie, andando ad attivare il sistema nervoso per attenuare l’infiammazione sistemica che, va ricordato, è alla base di tutte le patologie.

Esporsi al freddo non è cosa da superuomini ma, al contrario, è alla portata di tutti! Basta seguire alcune regole e fare le cose ovviamente con gradualità.

L’esposizione al freddo è un modo per attingere al tuo fuoco interiore, calma la mente, troppo spesso afflitta senza sosta da preoccupazioni. Innesca una risposta allo stress, permettendo al corpo di guarire dall’interno.

Benefici del freddo

Alcuni benefici dell’esposizione al freddo:

  • aumenta l’energia
  • migliora la concentrazione
  • riduce lo stress
  • migliora il sonno
  • rinforza il sistema immunitario
  • migliora le prestazioni sportive.

Avvertenze

Per quanto sia una pratica benefica, l’esposizione al freddo non è per tutti. Non è ad esempio consigliata durante la gravidanza e per chi soffre di epilessia.

Inoltre, le persone che soffrono di problemi di salute cardiovascolare o altra condizione grave di salute, dovrebbero sempre consultare un medico prima di cimentarsi con questa pratica.

Perché esporsi al freddo

Il freddo può essere il tuo caldo amico. Oggi viviamo in una società comoda; quando abbiamo caldo accendiamo l’aria condizionata; quando abbiamo freddo accendiamo il riscaldamento o ci vestiamo più pesante. Abbiamo però confuso, scambiato “comodo” per “sano”.

Una doccia fredda (o immergersi in acqua fredda) provoca una risposta positiva allo stress. Il corpo inizia a secernere ormoni positivi, liberando la mente, aumentando la concentrazione e dando un’immediata carica di energia.

Come iniziare

Non è necessario, ovviamente, cominciare facendo subito una lunga doccia fredda. E’ corretto invece iniziare facendo una doccia calda che terminerà con 30 secondi di freddo. Ripeterai la procedura per 1 settimana.

Trascorsa la settimana, puoi cominciare a passare da 30 secondi a 1 minuto di doccia fredda (sempre al termine della calda). Continuerai, nel corso delle settimane, ad aumentare il tempo di esposizione finché non sarai in grado di fare un’intera doccia fredda per 5 minuti (potrai arrivare a 10 minuti).

Concentrati prima di entrare sotto la doccia fredda. Devi e vuoi essere il più concentrato e calmo possibile, come un sollevatore di pesi prima di eseguire un’alzata massimale. Entra in doccia, resta rilassato e cerca di non irrigidirti.

Importante: procedi SEMPRE con gradualità e non forzarti, MAI!

Una volta finito, osserva e ascolta ciò che provi. Percepirai una sensazione di benessere ed un lento riscaldarsi del corpo, davvero piacevole e benefico, credimi!


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