Allenamento su superfici instabili – Smettiamola di fare il circo!

Allenamento su superfici instabili

Negli ultimi anni si è vista la crescita nell’utilizzo di superfici instabili in allenamento. Spesso questi strumenti vengono usati senza sapere bene il perché ma solo in quanto diventati di moda. E sappiamo bene che quando qualcosa diventa di moda tutti fanno a gara per usarla senza prima analizzare se davvero funziona o meno. Ahimè questo accade più di quanto si creda nell’ambito dell’allenamento dove la parola d’ordine è “stupire”.

Allenamenti funzionali , o spacciati come tali, individuali o di gruppo vengono corrotti dall’uso di questi strumenti; le routine appaiono agli occhi di chi guarda come nulla più che un’esibizione da circo.

Ricordo ancora quando durante un’edizione della fiera del fitness di Rimini ormai di diversi anni fa, un’azienda leader nella produzione di macchine da palestra organizzò un’esibizione dei propri tecnici certificati per mostrare la sua idea di protocollo funzionale con l’uso (anche) di superfici instabili. Uno spettacolo penoso, davvero avvilente per chi fa parte della categoria.

Swiss ball, bosu, tavole instabili, rulli, tappeti elastici ecc…., hanno attratto l’attenzione di operatori del fitness desiderosi di proporre qualcosa di esclusivo e dal sicuro effetto scenico. Il fatto è che questi strumenti nascono in ambito riabilitativo e vengono spesso usati da fisioterapisti per il recupero di traumi negli atleti infortunati, per migliorare coordinazione ed equilibrio spesso appunto compromessi dopo un infortunio o un intervento chirurgico.

Quindi se gli esercizi con questi strumenti hanno di sicuro un’utilità per le persone che devono riprendersi da lesioni, sono praticamente inutili per tutte le altre che si trovano in una condizione di salute. Anzi, al contrario, per queste ultime possono essere addirittura deleteri.

Mi spiego meglio. Considerando il fatto che la maggior parte delle persone che va in palestra lo fa, o lo dovrebbe fare (aggiungo io) per aumentare forza e massa muscolare, questi strumenti potrebbero rivelarsi addirittura controproducenti in quanto l’allenamento in instabilità riduce l’efficacia dell’allenamento proprio sulle componenti di forza e potenza.

In sostanza, salvo poche eccezioni rappresentate da atleti o sportivi che necessitano di allenamenti su superfici instabili per prevenire infortuni poiché deficitari nel controllo motorio o nella coordinazione, gli utenti delle palestre possono tranquillamente farne a meno.

Gli allenamenti in instabilità possono, come detto sopra, trovare spazio nella riabilitazione. La loro intensità, sebbene insufficiente a dare un adeguato stimolo alla forza in soggetti allenati, possono avere un’intensità sufficiente per un muscolo che deve essere recuperato.

Si è inoltre osservato che per l’allenamento o la prevenzione di infortuni, in atleti sani, usare elementi instabili non permetterebbe un reclutamento ottimale della muscolatura utile all’esercizio favorendo invece una maggiore attivazione dei muscoli stabilizzatori del tronco. In altre parole si rischia di non reclutare in modo completo la muscolatura che esegue il movimento o gesto atletico specifico.

In conclusione:

  • usare superfici instabili nella riabilitazione delle lesioni agli arti inferiori
  • usare superfici instabili se lo sport praticato si svolge su superfici instabili
  • usare superfici instabili se è presente uno storico di distorsioni alla caviglia o si pratica uno sport dove le distorsioni sono molto comuni
  • non usare superfici instabili in tutti gli altri casi

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